Ferdinando Todesco — nota biografica

Ferdinando Todesco è nato ad Arcole, in provincia di Verona, nel febbraio del 1940. Ha frequentato l’istituto magistrale e si è diplomato nel 1959. Stimolato dai consigli dell’insegnante di disegno, ha cominciato a dipingere dopo la scuola.  Vive a lavora a San Bonifacio (Vr), in località Grassanella, dove si è trasferito fin dal 1982.Dipinge con umiltà da oltre cinquant’anni, senza inseguire mode e movimenti. Attento alle tematiche del quotidiano, mette nella tela, con la sensibilità che gli è propria, le sue riflessioni e le sue paure. I temi preferiti sono le ferrovie, le stazioni ferroviarie, i rottami di vecchie auto, le periferie, i fatti di costume e la strada.  Ha cominciato dipingendo treni fermi, binari, fili elettrici, il tutto rigorosamente inquadrato nella geometria della prospettiva. In seguito, la sua attenzione si è spostata dal paesaggio al passeggero. L’uomo alla stazione è stato a lungo al centro delle sue opere. La persona che ha deciso di cambiare ambiente, l’uomo che vuole essere protagonista del proprio destino, Todesco lo indica, metaforicamente, vicino ai binari di una stazione ferroviaria, in attesa.

Dal 2017 l’attenzione del pittore si è fermata sulla figura. Il suo lavoro va oltre i tratti somatici del soggetto, che non cura, e mira a tirar fuori l’umanità, i grovigli dell’anima, le ansie e le paure del prossimo e scoprire quanto questi gli sia drammaticamente vicino.

 

 

Dentro il tempo di un uomo.

La storia di Ferdinando Todesco non è,prima di tutto,la storia di un pittore.

E' la storia di un uomo che ha attraversato il proprio tempo,ne ha conosciuto il lavoro e le difficoltà,le trsformazioni,le speranze e le delusioni, e che per tutta la vita ha cercato di comprenderlo attraverso la pittura.

Forse tutto incomincia con un ragazzo che, alla stazione di Porta Vescovo,a Verona disegna un treno fermo sui binari.Un gesto spontaneo,forse casuale,ma in quel gesto c'è già qualcosa che apparterrà al futuro:la necessità di fermare con una matita ciò che gli occhi stanno guardando. La stazione,i binari,il treno,il viaggio,sono immagini che torneranno nei suoi lavori arricchite dalla sua particolare sensibilità e dall'esperienza.

Ma la vita non gli concede subito la possibilità di essere soltanto un artista. Todesco lavora come impiegato.Poi arriva un licenziamento.E' uno di quei momenti nei quali una persona può sentirsi privata di una certezza e costretta a scegliere una nuova direzione. Lui sceglie di reagire.Nel 1969 ha già una famiglia con due figli. Si mette in proprio e comincia a vendere porta a porta blocchi note,carta carbone,punti per la cicitrice,rotoli per la calcolatrice:oggetti semplici legati alla vita quotidiana degli uffici e delle attività commerciali.E' una vita concreta,fatta di lavoro,incontri,porte da aprire e giornate da affrontare. Da quell'esperienza nascerà nel tempo Scriba Srl,l'azienda che oggi conduce suo figlio Edoardo.

Anche questa parte della vita appartiene alla storia dell'artista. Perchè Todesco non è mai stato un pittore separato dal mondo.Ha vissuto dentro il mondo.Ha lavorato,rischiato,costruito,affrontato responsabilità.La pittura è cresciuta insieme a tutto questo,non al di fuori. Ed è forse proprio per questo che,quando guarda la realtà,non si limita a rappresentarla.La interroga. All'inizio ,con un sapiente uso della prospettiva,sono treni ma  lentamente  affronta altri temi legati al mondo fisico  e all'ambiente umano.

Poi con la ferrovia arriva l'uomo.o meglio,l'uomo era già li,ma diventa progressivamente il centro della ricerca. La stazione non è più soltanto architettura.E' il luogo nel quale qualcuno aspetta. E l'attesa diventa uno dei temi più profondi della pittura di Todesco. Chi è quell'uomo? da dove viene? Dove sta andando? Perchè è li? Che cosa aspetta? Un treno certamente,ma forse anche una decisione,una persona,un cambiamento,una possibilità. La stazione diventa così una metafora della esistenza. L'uomo vicino ai binari è un uomo davanti al proprio destino: può partire,può restare,può cambiare la propria vita.

Ma c'è qualcosa di più personale.Perchè Todesco conosce l'attesa, la conosce come artista. Ha fatto mostre,ha incontrato critici d'arte di primo piano,ha lavorato con persone competenti.Ha ricevuto apprezzamenti,incoraggiamenti e promesse. Ha conosciuto anche le delusioni. Ha aspettato che il suo lavoro trovasse il posto che pensava meritasse.E ancora oggi dice,con una sincerità dolorosa " sono nessuno" Lo consola il detto :"sapendo a chi piaccio so quanto valgo" Ma la realta resta quella dololosa ammissione che non deve essere cancellata dalla sua storia.Perchè dentro quelle parole ci sono sessant'anni di lavoro,ma anche la distanza fra ciò che un artista spera e ciò che il mondo dell'arte gli restituisce.

Todesco non pretende che ogni sua opera sia riconosciuta come un capolavoro.Sa che non è cosi anche per i grandi artisti passati alla storia. Lo conforta sapere che persone competenti,critici d'arte importanti,abbiano guardato  e apprezzato le sue opere.Forse questa è una delle forme più autentiche del riconoscimrnto:non la fama. ma lo sguardo attento di chi sa vedere.

Edward Hopper occupa un posto particolare nel modo in cui Todesco guarda la pittura.Lo ama perchè ha saputo cogliere la solitudine,la luce, le atmosfere sospese nelle quali sono immersi i suoi personaggi. C'è qualcosa di profonfamente umano in quelle figure isolate,in quei silenzi,in quella luce che sembra fermare il tempo.

Ma Todesco non guarda hopper per imitarlo. Anche la ferrovia li avvicina,ma proprio la ferrrovia permette di capire la diffferenza.Nei treni di Hopper c'è l'esaltazione di un nuovo mezzo di trasporto,della modernità, della possibilità di superare grandi distanze. Nei treni di Todesco c'è altro. C'è il viaggio come condizione umana,C'è la partenza.C'è la separazione. C'è il cambiamento.C'è soprattutto l'attesa.Il treno diventa una presenza che attraversa la vita degni uomini. Può portare verso qualcosa oppure allontanere da qualcosa.Può rappresentare  una scelta,una fuga, una speranza. L'indirizzo scolastico,la scelta dell'università, il matrimonio, l'acquisto di una casa sono, per Todesco, stazioni della nostra vita. Si può anche sbagliare treno. Esiste però la possibilità di porvi rimedio

Ma la ricerca di Todesco non rimane confinata alla ferrrovia. L'artista guarda anche l'ambiente: la periferia ,i campi di grano , i notturni,i rottami ,la famiglia ,la coppia ,i migranti, la prostituzione ,lo sballo ,la ludopatia. Dietro il fatto sociale appare l'uomo. Ed è questa la costante della ricerca di Todesco. Dal 2017 L'attenzione del nostro si concentra nella figura e la sua ricerca va oltre i tratti somatici.Nel ritratto cerca l'umanità del modello,le ansie ,le paure , i grovigli dell'anima e il dolore di un padre per la perdita di una figlia. 

E' un passaggio fondamentale. Perchè dopo aver guardato per tanti anni il mondo,Todesco finisce per guardare dentro l'uomo : se stesso. 

Ci sono biografie di artisti nelle quali la vita e l'Arte sembrano procedere su binari paralleli. Quella di Todesco non è così . La sua arte è nata  e si è nutrita delle sue attività.Anche le difficoltà  commerciali fanno parte del suo percorso,come le promesse non mantenute dei critici d'Arte,le mostre che non hanno prodotto ciò che sperava e la sua rispettabile ricerca.

Allora la frase con cui si può riassumere una vita intera è semplice:Non la storia di un pittore che ha dipinto per sessant'anni,ma la storia di un uomo che,mentre viveva il proprio tempo ha cercato di comprenderlo. 

La pittura è stata il suo modo di porsi davanti alla vita.Forse non ha trovato tutte le risposte.Forse non lenderloe troverà mai,ma ancora oggi (2026)continua a guardare e resta in attesa.

 e

 

 

 

Mostre Personali

 

1983   Galleria Centrale, San Bonifacio (VR)              1988  Galleia  "Al sole"                                                                                                  Pomposa ( FE)

2001   Galleria la Torretta,Verona                              2001   Biblioteca comunale di                                                                                          Arcole (VR)

2003   Palazzo comunale di Garda (VR)                      2005   Galleria Tiziano,                                                                                                   Conegliano V.(TV) 

2006   Hotel Cangrande, Soave (VR)                          2007   Galleria l’Incontro                Palazzo Toaldo Capra, Schio (VI)                        2007   Palazzo Pisani, Lonigo 

2007   Palazzo del Colle, Creazzo (VI)

2008   Istituto Dal Cero, San Bonifacio (VR)                2009   Sala comunale di                                                                                                 Arcole (Vr) 

2009   Atrio della stazione Ferroviaria di Padova           2012   Arte Fiera Padova                 stand proprio

2013   Arte Fiera Padova stand proprio                        2015   Galleria Centrale,                                                                                      San Bonifacio

2016   Galleria Polo Confortini, Verona                         2017   Fondazione                                                                                                          Mattalon, Milano

                                                                                2019   Galleria La Pigna       Roma

Partecipazioni

Numerose collettive in varie città. Le più recenti:

 

2013     Presso Reuss Gallerie di Berlino-  Galleria Ad Art di Viterbo-   Zerouno di Barletta

2014     Biennale di Asolo-  TIENNALE DI ROMA-   Expò di Genova-  Premio città di                  Catania-

            Prima esposizione d’Arte contemporanea di Genova-     Castello Svevo                    Porto   Recanati(MC)

2015     Pinacoteca  d’Arte moderna “Le Porte” ,Napoli-    Spazio Tornatora,Roma-

            Centro civico Segrate ,(MI)-    Caprese Michelangelo (AR)-    Palazzo del                  Comune Savona

            Museo MIIT Torino-    Palazzo Stella Genova-    Nuova galleria delle Arti                  Fabriano (AN)

            Museo diocesano, Gubbio (PG)

2016     Premio due Colli Palazzo Eroli ,Narni-      Biennale di Asolo-     Galleria G:                Sciortino

            Palermo. “Art History” Città di Monreale

2018     Expo Ego XV Galleria il Borgo Roma-      Biennale di Calcata-    Spoleto Arte .

            Galleria Viki Arte Bologna-     Premio internazionale Arte Palermo-                          Galleria centrale a  San Bonifacio (VR)

 

Pubblicazioni

 

2005      Monografia “Pensieri su tela”

2009      Catalogo della personale di Padova “Ferrovie in Arte”

2015      Monografia “Dentro il nostro tempo”

2017      Catalogo della personale di Milano presso Fondazione Mattalon               

2019      Catalogo della personale di Roma " PAESAGGI DI ANIME" G. La Pigna 

2022       Arcole. Il nostro ieri :ricordi.e la cronostoria di una vertenza sindacale. 

Hanno scritto sulla sua Arte

Giovanni Faccenda, Ivano Mariotto, Vera Meneguzzo, Giorgio Trevisan, Paolo Rizzi, Maria Pia Codato, Anna Soricaro, Flavia Soldato,  Maria Rosaria Verdicchio,Massimiliano Bertolazzi, Francesco Bletzo, Marifulvia Matteazzi Alberti, Rosi Raneri, Vito Antonio Laurino, Egidio Maria Eleuteri, Salvo Nugnes, Sandro Serradifalco, Paolo Levi.

Todesco F. è presente nel Catalogo della TRIENNALE DI RONA 2014 a pag 59

E’ presente in più edizioni del C.A.M. Mondadori a partire dal 2015.

Atlante dell'Arte Contemporanea De Agostini  ed.2021 a pag 4248425/426

Atlante dell'Arte contemporanea  GIUNTI ed. 2024 a pag 234/235 e pag 391/392

 

S.Bonifacio Agosto 2026