Attesa.
Acrilico su tela 60x90 cm (2003)
Il viagggio come destino: la metafora della stazione.
Il tema del viaggio attraversa e definisce la mia ricerca artistica fin dal 1963.Nel corso dei decenni,questo filo conduttore si è spogliato di ogni significato puramente letterale per trasformarsi in una profonda metafora dell'esistenza umana.Col tempo ho maturato la convinzione che la nostra vita non sia un percorso lineare,ma un cammino scandito da tappe fondamentali che possono essere paragonate a delle stazioni.Le grandi scelte che compiamo-l'indirizzo scolastico,il matrimonio, l'assunzione di un mutuo e tante altre-non sono traguardi definitivi,ma stazioni di sosta lungo il tragitto.La vita,tuttavia,ci insegna che questi non sono viaggi di sola andata. Nel corso del cammino si può sbagliare direzione,si possono smarrire le coordinate e andare incontro a momenti di profonda crisi.
La stazione diventa così lo scenario ideale per questa riflessione: un luogo di transizione,di attesa e di solitudine,ma anche uno spazio di immensa possibilità.Scendere da un treno comporta fatica,disorientamento e tanta soffrenza,ma porta con sè una certezza fondamentale: esiste sempre,per ognuno di noi,la libertà e l'opportunità di cambiare treno,di correggere la rotta e di scegliere una nuova destinazione.
Le mie opere non raccontano un semplce transito ferroviario,ma dipingono la vulnerabilità e,al tempo stesso, il coraggio dell'essere umano di fronte ai bivi del proprio destino.Le figure che popolano queste banchine,spesso avvolte nel silenzio e nella penombta,sono colte nell'istante esatto in cui decidono di fermarsi,consultare gli orari e riprendere in mano la loro vita.
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