Domenica sera.
In questa tela del 2020,Ferdinando Todesco cristalizza un istante di profonda solitudine condivisa, La scena si apre in un interno domestico che,pur essendo abitato,appare congelato in un silenzio assordante. Una donna avvolta in un abito scuro,che ne slancia la figura,siede sull'orlo di una poltrona verde smeraldo in attesa di una risposta che non arriva.
L'autore affronta, ancora una volta, il tema della mancata comunicazione fra i coniugi. Il marito sprofondato nell'ombra di un blu opaco è letteralmente assorto dal giornale e nega la presenza dell'altro. La donna con il suo busto vibrante in un giallo acido,diventa il centro luminoso della composizione,ma è una luce che non trova riflesso:la bellezza della figura femminile,curata e pronta per uscire per un "altrove" che non accade,diventa il punto di rottura di una quotidianità logorata dal solito menage.
L'ispirazione hopperiana è evidente,non solo nel tema dell'alienazione urbana e domestica,ma anche nella gestione degli spazi all'interno dell'opera.
Emerge così un vuoto comunicativo: la porta spalancata su un corridoio indefinito,potrebbe indicare la possibilità di uscire per qualche ora. Mentre la figura maschile è chiuso nel suo giornale, la donna volge le spalle a quell'apertura,prigioniera della sua stessa attesa.
"L'autore non dipinge ciò che si vede,ma ciò che si prova. La sua è una pittura di sottrazione,dove l'assenza di tratti somatici invita l'osservatore a immedesimarsi,trasformando un dramma privato in uno specchio universale della solitudine moderna.