Ferrovia 1963
Porta Vescovo (1963): l'origine di una passione.
Ogni percorso artistico si svela con un punto di svolta,un momento in cui l'istinto si fa materia e la necessità di creare supera ogni ostacolo oggettivo. Per l'autore,questo pilastro fondamentale è rappresentato da Porta Vescovo,un'opera datata 1963 che racchiude in sè tutta la purezza e la determinazione degli inizi.
Dipinta su una tavola di recupero di grandi dimendioni (87x75 cm) trovata in casa,l'opera nasce in un momento di transizione profonda,dopo il diploma magistrale. In un'epoca in cui i pensieri erano rivolti ad un futuro concreto e percorsi di lavoro e di studio distanti dall'arte,la pittura si è imposta non come un dovere,ma come un'urgenza assoluta,un fuoco vivo ancora curato dall'autore, oggi,ottantaseienne.
La tavola colpisce per la sua straordinaria capacità espressiva.Nel 1963 non c'erano sovrastrutture teoriche o concetti filosofici a guidare la mano del giovane pittore; c'era, invece, una nitida e precoce capacità di interpretare il paesaggio. La rigorosa prospettiva geometrica, appresa sui banchi di scuola,diventa qui lo scheletro su cui poggia un intero mondo industriale: i binari convergono con precisione verso il centro,mentre una fitta e marcata ragnatela di cavi aerei e tralicci taglia il cielo,anticipando una sensibilità quasi futurista per le linee di forza e la modernità.
Ciò che rende Porta Vescovo un'opera irripetibile è anche la sua risoluzione cromatica e materica. Privo dei classici colori ad olio,l'artista ha saputo trasformare il limite in risorsa,utilizzando ciò che aveva a disposizione:gli smalti che il padre usava per i suoi lavori. Questa combinazione ha dato vita a una atmosfera densa,quasi drammatica.Il cielo,tinto di un rosso ruggine profondo,evoca perfettamente l'aria pesante,il fumo e l'atmosfera di uno scalo di 60anni fa,trovando un'equilibrio perfetto con le masse scure dei vagoni e della torre dell'acqua.
Porta vescovo è semplicemente il primo quadro di una lunga serie. E' il manifesto di una passione che non è mai saltatala, la testiminianza ravvicinata di un talento naturale che,fin dalle primissime armi,sapeva già come guardare il mondo e tradurlo in autentica poesia visiva.
pera pubblicata nelle monografie del 2005 a pag.18- 2015 a pag.231
Esposta in tutte le personali dell'autore
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