Sala giochi

Acrilico su tela 60x50cm (2011)

In quest'opera,l'artista affronta con cruda lucidità una della piaghe sociali più pervasive e taciute della contemporaneità: la ludopatia. Dai gratta e vinci alle lotterie di stato,fino agli ambienti chiusi e soffocanti dedicati interamente alle slot machine,il dipinto si addentra nei luohi in cui il gioco d'azzardo trasforma la speranza in un vizio sistematico e alienante.

La scena è ambientata all'interno di una sala giochi dominata dai toni rossi e cupi che tramettono un senso immediato di clausura e condizionameto spicologico. La luce proviene dai numerosi schermi delle macchine, schierate lungo i muri perimetrali dell'ambiente,che,come le sirene con Ulisse,hanno il potere ammagliare i presenti.

La figura femminile in primo piano non è una semplice spettatrice, ma una giocatrice incallita.Con fare calcolato osseva un giocatore mentre perde risorse e già pensa che quei soldi, che hanno arrichito il jackpot, porebbero finire nelle sue tasche.

Si avverte una atmosfera di tensione ,scandita dai suoni metallici,linguaggio delle "sirene", che sono musica per i frequentatori incalliti. Non c'è dialogo fra i presenti perchè gli sventurati, in conpetizione fra loro, hanno scelto di dialogare solo con le macchine programmate che,giorno dopo giorno, tolgono loro ogni illusione e persino la dignità.